venerdì 29 novembre 2019

Breve vademecum per l'automatore di domotica


Sto iniziando a raccapezzarmici in questa storia della domotica.
Dopo le lampadine intelligenti della tp link e le ciabatte intelligenti della meross, mi sono ritrovato ad acquistare una ulteriore ciabatta ed una ulteriore lampadina, quest'ultima colorata, senza spendere una fortuna, compatibili con l'app smart life.

Il problema è che gli acquisti a cominciare dalla meross sono cinesi, i dati sulla composizione sono salvati su cloud cinesi, probabilmente residenti in cina, e sicuramente gestiti con leggi cinesi, ma andiamo avanti.

Dopo aver collegato le mie preziose console alle ciabatte cinesi, ho realizzato un impianto da paura, nel senso che al minimo errore si incendia tutt cos, che un elettricista mi darebbe dello sciagurato, ed ho cominciato a dire: "qua le cose vanno gestite con calma, dunque vediamo: se accendo la ps4 tutte le altre prese devono essere spente, se no si rischia un incendio, quindi non lo devo accendere a mano, ma mi devo scrivere una routine di attivazione".
In seguito mi sono detto: "ora che ho la routine, come sarebbe bello spegnere anche le luci in automatico", ed infine "ora che ho il modem fastweb nuovo, con cui posso stabilire la priorità del traffico, sarebbe interessante dire anche che nel momento in cui accendo la console il traffico deve essere preferito".

Ho cominciato a scrivere le routine con la modalità bottom up in google home, ma mio malgrado, ho scoperto che le routine google home non si possono chiamare tra di loro, e non c'è nessuna funzione per dire "aspetta 30 secondi e poi esegui quest'altra azione", e da programmatore sono due cose alquanto seccanti.
Sono stato anche in chat col tecnico google, che mi ha detto che siccome non avevo comprato nessun dispositivo smart non potevo usfruire dell'assistenza, e mi ha rimandato al sito web (in pratica l'americano mi ha trattato non come la merda, ma con spocchia).





Ho visto che le app cinesi hanno una funzione integrata per chiedere aiuto e/o fornire feedback, e per quanto riguarda meross ho chiesto una funzionalità di scripting, perché per il momento ho detto che avevo scritto una routine per console, ma la cosa si poteva semplificare con un sistema di scripting, e loro al posto di trattarmi con spocchia hanno detto frasi di circostanza, nella mia stessa lingua; però ho notato che a volte la corrente passa per qualche secondo nelle prese anche se sono spente, i led dei dispositivi si accendono e si spengono subito.

Infine per quanto riguarda il feedback su smart life, hanno fatto il minimo indispensabile, parlando in inglese, ma rispondendo correttamente al mio feedback in italiano. L'app è molto completa, ma secondo me alcuni meccanismi sono complessi ed è migliorabile.

Ad ogni modo, quello che ho scoperto, è che se si gestisce tutto tramite l'app di google, il sistema di gestione dei singoli dispositivi è molto lento, e spesso c'è qualche intoppo.

La cosa migliore è programmare gli scenari con le app specifiche e richiamare quelli con la routine di google, in modo che la chiamata al server esterno è unica, e tutto viene gestito nel server in cui risiede il controllo dei dispositivi, con un notevole risparmio di tempo e meno intoppi.





In oltre, una volta programmata la routine non è subito utilizzabile, perché viene salvata nel cloud e quindi bisogna aspettare che i vari cloud si sincronizzino. Con smart life ho dovuto disconnettere e riconnettere l'account da google home per fargli vedere correttamente le routine scritte.





Infine io non sono né un cinafilo né un giappominchione, però ancora una volta è stato dimostrato che è meglio non parlare con gli americani, perché si incazzano se non sono ricompensati.

Ho anche provato a fare una breve esperienza con IFTTT, ma onestamente non c'ho capito nulla.


martedì 26 novembre 2019

Breve disquisizione sulle ciabatte intelligenti


Per le mie console avevo delle ciabatte che avevano degli interruttori per ogni singola presa, ma siccome mi scocciavo di abbassarmi ogni volta, ho provveduto a cercare su internet delle ciabatte intelligenti, da poter controllare dal cellulare.

Siccome ho già delle lampadine TP Link, la prima scelta è ricaduta su questa marca, però non ho trovato ciabatte commercializzate in Italia ma solo in America, ed ovviamente gli standard elettrici sono differenti.

Alla fine la scelta è ricaduta su delle ciabatte di marca Meross, abbastanza quotate su Amazon, in principio volevo prenderne solo una, ma poi ne ho prese due così da fare tutto subito, ed è stata la scelta peggiore di questi giorni.

Incominciamo col dire che nei commenti su amazon c'era uno che chiedeva se fosse possibile rinominare le prese, gli hanno detto di si ma così non è.
Basterebbe poco, una piccola modifica al database in modo da inserire il campo nome, insieme all'id univoco della ciabatta e all'id della presa, ma attualmente non è così, quindi se dico "google chiudi presa 1", vengono chiuse le prese 1 di entrambe le ciabatte. Ho risolto inserendo una stanza fittizia in home, con dentro solo una delle due ciabatte così se dico "google chiudi presa 1 di camera mia" e "chiudi presa 1 di camera fittizia" posso decidere cosa chiudere.





Una delle domande amazon era appunto prendendo delle ciabatte in serie se fosse possibile comandarle singolarmente.

Ma le ciabatte non vanno messe in serie, è una bruttissima abitudine che rischia di far bruciare casa, ad ogni modo anche qua dicevano di si, quando invece è no.

La localizzazione geografica è opzionale, non c'è il conteggio del consumo di energia, ma è possibile definire dei comandi personalizzati come gli scenari di google, oltre che l'accensione e lo spegnimento a orari programmati.

C'è un interruttore singolo per le porte usb, uno per ogni presa e uno per l'intera ciabatta. La configurazione non è stata semplicissima, perché il telefono diceva che il wifi usato per configurare la ciabatta non aveva internet e chiedeva il cambio.

Non ho altre esperienze in merito, ho provato anche a cambiare app di controllo ma senza successo.

Per far la breve, se i prodotti intelligenti tp link sono promossi, i prodotti maross sono bocciati. Però con qualche piccola modifica potrebbero andare.





Non ho altre esperienze in merito, ho provato anche a cambiare app di controllo ma senza successo.

Per far la breve, se i prodotti intelligenti tp link sono promossi, i prodotti maross sono bocciati. Però con qualche piccola modifica potrebbero andare.





UPDATE 27/11 ORE 10.32





Dopo che ho scritto alla Meross chiedendo come feedback la possibilità di cambiare i nomi delle prese, mi hanno risposto dicendo che quella funzionalità è già possibile, e mi hanno allegato gli screenshot per poterlo fare.

In tutta onestà io quella parte dell'app me l'ero studiata bene, ad ogni modo sono riuscito con successo a cambiare i nomi delle singole prese, pure dell'usb, che però viene visto come elemento unico e non come porta singola.

Gli screenshot riguardavano pure il modello successivo di presa, che riportava anche il consumo energetico.

Ho provato a cercare quella ciabatta in Italia, ma senza successo, evidentemente è destinata ad altri mercati, perché l'Italia è pur sempre il culo del mondo.

Ho notato, in oltre, che con 10 dispositivi intelligenti connessi il consumo di banda è irrisorio.


domenica 24 novembre 2019

Breve disquisizione sulle lampadine smart


Di recente, un mio amico mi ha chiesto se cambiassi ancora le password ogni 6 mesi, e alla mia risposta affermativa lui ha detto "Anche la mia azienda mi chiede di cambiare password d'accesso ogni tot di tempo".

Tenete bene in mente questa frase, che ci servirà più avanti.

Per il momento voglio dirvi che mi sono dato delle lampadine KL 60 della tp link e voglio parlarvi proprio di queste.

La differenza rispetto alle comuni lampadine è che hanno al loro interno un sensore wifi, all'apparenza sembrano delle comuni lampadine, ma basta accendere e spegnere la luce ad intermittenza per 3 volte e poi lasciarla accesa per far cominciare la festa.

In pratica sfruttando l'app per android kasa smart della tp link ed usando quel gesto, la lampada lampeggerà tre volte e si metterà in attesa, l'app chiederà di registrarsi e solo allora sarà possibile impostare il sensore wifi integrato nella lampadina per connettersi alla rete wifi di casa. Ogni singola lampadina, una volta registrata, comparirà come dispositivo indipendente sulla rete wifi di casa.









Una volta svolta questa configurazione, la lampada aggiornerà il firmware, esattamente come se fosse una playstation o una xbox, ed una volta fatto sarà disponibile per l'utilizzo.
Quello che bisogna capire è che la lampada non andrà più controllata dall'interruttore, ma dall'app o, per i più ricchi, da amazon echo o google home, ma procediamo con ordine.

Una volta eseguita la configurazione iniziale, tutte le lampadine saranno configurabili indistintamente, il lampadario e come esso è organizzato non conta più.

Nell'immagine sulla mia rete wifi ci sono 6 KL60, io posso sceglierne se accenderne solo 1 o tutte e 6 anche se sono su un unico lampadario, ma per farlo è necessario che l'interruttore resti su acceso, perché se lo si spegne il sensore wifi non sarà più alimentato e qundi la lampadina risulterà disconnessa.









La cosa interessante è che io attualmente non ho né google home né amazon echo, ma posso usare l'assistente google sullo smartphone per comandare le lampadine, vanno configurate con l'app google home liberamente scaricabile dall'app store, ma una volta fatto è stata stesso la app a chiedermi se volessi scaricare il plugin per interagire con le lampadine.

Il plugin non è stato scaricato sul mio smartphone, ma è stato legato all'account, questo significa che qualunque dispositivo intelligente con su l'assistente google che usa il mio account è in grado di comunicare con le lampadine.

La parte nuova è che le lampadine non possono essere solo su acceso o spento, ma possono lavorare anche a mezzo servizio, in pratica è possibile stabilire l'intensità di ogni singola lampadina: l'intensità 0% significa spento, 100% significa acceso ma può essere anche una luce fioca ed è possibile indicare qualsiasi range intero tra 0 e 100, sia tramite app che tramite assistente vocale.

Per cui se si sta guardando un film sulla tv, è possibile impostare tre lampadine su 10% e il restante su spento per ottenere una luce di proprio gradimento.









L'app consente, in oltre, di temporizzare l'accensione. In pratica si definisce un orario, che può essere anche "all'alba" o "al tramonto" in cui accendere o spegnere o aumentare o gestire l'intensità delle lampadine: è tutto gestito dal server centralizzato della tp link che accede da remoto alle lampadine sulla base di quello che impostiamo.
Va detto che "alba" e "tramonto" non hanno un'ora esatta ma variano nell'arco del mese e dell'anno, i calcoli per sapere quando è alba e quando tramonto sono eseguiti tramite la geolocalizzazione del'app che sta sul cellulare.









Per cui con un costo relativamente ridotto è possibile avere una centralina di illuminazione sul proprio dispositivo, come solo gli impianti dei ricchi hanno avuto fino ad ora. Va detto, infine, che l'app monitora il consumo di corrente e fa le stime su quanto si spende con ogni singola lampadina.









Personalmente ho sempre ritenuto gli assistenti vocali un lusso di cui avrei benissimo potuto fare a meno, però le lampadine compatibili con alexa e google home al momento rappresentano una innovazione in due campi: il primo è che ogni singola lampadina è gestibile in autonomia, il secondo è che l'intensità della luce può essere variata.

Esiste anche una terza variante che al momento mi sono rifiutato di provare a causa dell'alto prezzo, che indica anche il colore della luce che lampadina deve emanare.

Se si cambia password all'account bisogna di nuovo eseguire il link con l'assistente vocale che si utilizza ed in oltre le lampadine sono gestibili tramite internet, anche da fuori casa. Questo significa che bisogna usare standard elevati di sicurezza per la password dell'account, e quindi anche cambiarla spesso, per evitare che qualcuno possa gestire le luci al posto vostro.

Dal mio punto di vista questa tecnologia ha un unico limite: la gestione non dovrebbe essere centralizzata, ma ogni casa dovrebbe avere il proprio server, però così si perderebbe l'accesso remoto.

Una bella innovazione per i miei standard, adesso sono anzioso di provare la spina compatibile con alexa e google home.


venerdì 22 novembre 2019

La TV è superata


Ad oggi c'è gente che gode nel vedere Barbara d'Urso o la de Filippi sul proprio televisore 4k nuovo di zecca: personalmente mi viene da dirvi che la televisione, così come la conosciamo oggi, è superata.

Ad oggi esistono i servizi di streaming quali Netflix, infinity e chili, ebbene sono superati anche essi. Questi sono solo dei servizi che ci sono stati messi sotto gli occhi per nasconderci la verità, cioé che i dentetori dei diritti vogliono farci pagare apposta i contenuti perché loro devono fare la bella vita.

Fermo restando che se uno produce qualcosa, è suo sacrosanto diritto essere ricompensato in qualche modo, tuttavia penso che chiedere 30 euro per un blu ray 4k sia un furto, così come è scema la gente che si guarda la d'Urso sul 4k.





E ve lo spiego: la trasmissione di Barbara d'Urso, nel migliore dei casi, è a 1080p, quindi il televisore 4k funziona in modalità ridotta rispetto a quanto potrebbe fare.

Allo stesso modo, per ottenere alcuni, neanche tutti, streaming 4k è necessario passare da netflix pagando la bellezza di 15 euro al mese, oppure dotarsi di Sky che costa 40 euro al mese.

Ad oggi le televisioni hanno la possibilità di connettersi ad internet, allo scopo di guardare netflix direttamente dal televisore senza accrocchi aggiuntivi, tuttavia esiste dalla playstation 3 una tecnologia che si chiama DLNA: in pratica lo streaming di contenuti locali (audio, video e foto) nella rete locale da pc.

E' quindi possibile, dotandosi di playstation 3/4 o di un televisore con wifi/ethernet potrersi costruire, tramite un software gratuito che si chiama PLEX, il proprio server di streaming privato.

E non è tutto, in quanto Plex offre anche la possibilità, tramite internet, di accedere anche da remoto al proprio server da un dispositivo android o ios, il che significa potersi godere i propri video dove e quando si vuole dotandosi, per esempio, di Iliad e usando il wifi casalingo.





Vi posto un esempio (che può essere visto bene sugli schermi 4k). Stasera su Italia 1 hanno dato il film Batman Begins, ovviamente gratuitamente ma provvisto di pubblicità.
Questo è quello che sono riuscito a registrare e successivamente a fotografare usando la play tv e VLC.









Questo è quello che sono riuscito a vedere in streaming dal mio pc di casa con server PLEX su Debian GNU/Linux con connessione locale tramite cavo usando come intermezzo l'HAG di fastweb dalla mia TV LG OLED 55PL8 e trasmissione 4k.









Forse così non si riescono a vedere, ma vi assicuro che le differenze ci sono e che batman begins, per quanto vecchio come film, in questo modo è pura goduria per gli occhi. Così si riesce benissimo a vedere una differenza nei colori, ed anche una fluidità nel movimento, perché il primo fotogramma è chiaramente interlacciato, mentre il secondo è progressivo.

Chissà quando mediaset e rai si doteranno di un 4k funzionante, per il momento io me la rido sia dei dentori dei diritti che sono ladri, sia della gente comune che si guarda barbarina sul 4k.


La mafia degli installatori di parabole


Da circa un anno mi sono fatto come abbonamento Tivusat per poter vedere i canali 4k.
Tivusat è una piattaforma tutta italiana, concorrente a sky, che offre mediaset, rai e qualche altra roba, si paga solo la smartcam e la smart card e non c'è un costo di abbonamento mensile, per questo l'ho scelta.

Mi ricordo, prima che mi facessi tivusat, che avevo un decoder satellitare free da 30 euro comprato da amazon, che in seguito ad un temporale ha smesso di funzionare. Il tecnico è venuto quasi subito ed ha detto "questo è il cavo, cambiamolo" e così ha fatto, solo che non l'ha cambiato tutto, ma solo dal tetto fino a casa, e poi da casa fino al decoder ha fatto rimanere il vecchio che ha smesso di funzionare due giorni dopo.

Sono stato una settimana a chiamarlo, alla fine mi sono rotto i coglioni, ho comprato il cavo e gli spinotti su amazon e sono stato il fine settimana a cercare di mettere il cavo, non riuscendoci, perché il buco nella parete non era dritto, il lunedì successivo ho chiamato il portiere che in mezz'ora ha posizionato il cavo.

Ad oggi, con tivusat, non prendo i canali mediaset, non prendo rtl tv e non prendo neanche i canali 4k, ad esclusione di rai 4k che trasmette principalmente le operette.













Come si può vedere dalle immagini, il segnale è pari a zero, il che indicherebbe o un problema di illuminatore, o un problema di posizionamento della parabola.





I canali mediaset li prendevo, ma sono spariti in seguito ad una rimodulazione del segnale, per cui ho provveduto a cercare sul sito tivusat l'installatore più vicino casa e ci sono andato lunedì scorso, verso mezzogiorno: mi hanno chiesto l'indirizzo ed il numero e mi hanno detto che mi avrebbero chiamato loro.

Ci sono ritornato mercoledì e mi hanno detto che tra mercoledì e giovedì sarebbero sicuramente venuti.

Li ho richiamati oggi e mi hanno detto che sarebbero sicuramente venuti.





Quello che so è che il sabato e la domenica gli indipendenti non lavorano, per cui sicuramente mi tocca aspettare lunedì per sperare in qualche risultato. Il che si traduce in una settimana di attesa. Per una parabola. Ma chi cazzo ti credi di essere?









Adesso, vediamo di farci due conti: su amazon è possibile trovare l'illuminatore, la parabola intera, il cavo, i connettori e gli attrezzi per montare il tutto. Amazon consegna, adesso, anche di domenica, perché non si basa più sulle poste o su bartolini, ma ha aperto il proprio corriere che consegna la propria roba.

Il che significa che al posto di buttare il sangue fino a lunedì per richiamarli e sentirmi dire "veniamo sicuramente", io posso ordinare stasera l'illuminatore, il pezzo per reggerlo, il set di cacciaviti, la macchinetta per controllare il segnale ed il cavo per collegare la macchinetta e vedermeli recapitati entro domenica pomeriggio.

L'unica cosa che mi secca è che la parabola è sul tetto e per accedere ci vogliono le chiavi, il che significa che devo aspettare necessariamente il portiere, che sta qui lunedì alle 10 di mattina.

A questo punto la domanda diventa: al posto di perdere tempo e sangue dietro a questa gente che non vuole faticare (perché non è il primo installatore che non mi considera), perché non provare a mettere di nuovo mano da me e far vedere a questi coglioni che chiamarli è solo una perdita di tempo?


martedì 19 novembre 2019

Il 192 193 sa di presa per il culo


Dopo che telecom aveva ampiamente rotto i coglioni, ho deciso di non fare più il passaggio e restare a fastweb.
Siccome c'era ancora una richiesta aperta di upgrade della fibra ad 1 giga, ho provveduto a chiamarli e a chiedere cosa volessero fare, hanno risposto sostanzialmente con un "le faremo sapere".

Da allora, ho provveduto a chiamare ogni settimana, sempre con le stesse risposte; in oltre ho avuto problemi di disconnessione per due giorni consecutivi, con fastweb.

Ho provveduto a chiamare il loro call center, specificando chiaramente che la linea voce funzionava, era quella internet ad avere problemi, e magicamente sulla myfastpage sezione le mie richieste è comparso un "assenza totale dei servizi fastweb", che ovviamente è stato chiuso con un nulla di fatto, perché la linea voce funzionava, ma sui loro sistemi la disconnessione è diventata per magia "assenza totale dei servizi".









In seguito ho provveduto a richiamare, specificando di nuovo "problemi di disconnessione", ed hanno provveduto a cambiarmi l'hag.

Poi ho chiamato ancora una volta, per sapere il passaggio al giga che fine avesse fatto. Mi è stato risposto che avrebbero dovuto chiudere la vecchia pratica ed aprirne una nuova, e che entro 3 giorni sarei stato richiamato, che se ne sarebbe occupato il centralinista stesso.

Dopo una settimana sulla myfastpage, ancora una volta, c'era la richiesta aperta e solo un sollecito, cioé il centralinista non aveva fatto assolutamente nulla di quello che aveva detto.

Ho provveduto a chiamare ancora una volta proprio mezz'ora fa, e mi è stato detto che la vecchia pratica era stata chiusa e che non ne era stata aperta un'altra, che lo avrebbero fatto ora. Quindi il centralinista mi ha solo preso per il culo.





Onestamente non si capisce perché, anche se sui siti fastweb e telecom risulto in FFTH a 1 giga, nessuno vuole attivare niente. E' roba da denuncia.









E il call center fastweb prende per il culo le persone, perché a conti fatti quello che risulta a sistema è differente rispetto a quello che dicono.


mercoledì 13 novembre 2019

La ricarica della Poste Pay


Il fatto che le tabaccherie sisal hanno stracciato il contratto con le poste per la ricarica della postepay è stato un brutto colpo.
Escludendo una volta che per bisogno sono stato in un centro del lotto l'estate scorsa, per ricaricare mi sono sempre rivolto alle poste, facendo sempre la mia ora di fila e pagando 1 euro il costo di ricarica.

Da quando ho rifatto iliad, però, provo a vedere se la ricarica alle poste è in tempo reale, e purtroppo non lo è.
Anche se le poste sono le proprietarie del marchio, ricaricando da loro bisogna sempre aspettare una mezz'ora prima di poter avere accesso al denaro. Ho chiesto spiegazione all'addetto postale e non mi ha saputo rispondere.

Trovandomi in giro a 20 minuti da casa a piedi, ho visto un centro del lotto ed ho chiesto se anche lì si poteva ricaricare la poste pay: la risposta è stata positiva.

In questa settimana ho usfruito del servizio del centro del lotto presso la cumana di corso vittorio emanuele due volte, regalandogli 4 ricchi euro in totale, e con mia sorpresa, appena uscito, ho visto che il denaro era subito disponibile.

Quindi se paghi di meno hai un ritardo nel servizio, se regali soldi al lotto hai un servizio migliore, ma dovrebbe essere il contrario, perché la poste pay è di proprietà delle poste italiane e non del lotto.


lunedì 11 novembre 2019

Quando la telecomunicazione diventa marketing


Alla fine a telecom li ho mandati a cagare.
Il motivo è semplice: sul loro sito era riportato che ero coperto dalla fibra fino a casa (FTTH) a 1000 mega, quando a conti fatti volevano offrirmi una FTTC (quindi fibra fino alla centrale) a 200 mega perdendo il numero di telefono.

Ho detto che a queste condizioni restavo come ero. Il problema è che qualcuno si è incazzato, perché da allora (due mesi fa) non abbiamo avuto un giorno in cui qualche call center non ci chiamasse dicendo che avevano le offerte per il telefono di casa.

Ha cominciato la telecom, mentre il mio contratto era in fase di "lavorazione" (che poi non è mai stato in lavorazione perché per 40 giorni al posto di svecchiare la centrale questi si sono guardati negli occhi), poi magicamente da telecom è diventato vodafone, ed infine anche fastweb.

Per far la breve, credo che in telecom ci sia stato uno scambio di pratica, perché hanno cominciato a chiamarmi i call center telecom, mentre la pratica era in lavorazione, proponendomi le loro offerte.
Dopo mi ha chiamato anche la telecom, dicendomi che potevo avere l'attivazione (il numero che mi ha chiamato era proprio 187), e mi hanno fissato l'appuntamento col tecnico.

Il problema è che la sera prima del giorno prefissato, mi richiama telecom e mi chiede se volevo ancora l'attivazione, io gli ho risposto che l'indomani sarebbe dovuto venire il tecnico, e loro hanno detto che non risultava, probabilmente c'era stato uno scambio di pratica. Comunque mi volevano proporre dopo 40 giorni di attesa, l'allaccio ad una nuova centrale (quindi con perdita del numero) e fibra fino alla centrale a 200 mega, perché dovevano vedere se la nuova centrale aveva spazio per la FTTH 1000. Ho detto che non andava bene. Da allora ogni giorno hanno cominciato a chiamare i call center telecom, dicendo che volevano farmi una offerta. Quando ho detto che telecom non la volevo più, lo stesso interlocutore mi ha risposto "allora le può andar bene vodafone?" "no io di vodafone non mi fido, arrivederci".

Da allora non c'è stato un giorno di pace, in pratica hanno annusato che c'era odore di cambiamento e si sono buttati tutti a pesce, ma non in maniera garbata, ma in maniera molesta. Se vedono che uno non risponde non demordono, ma insistono.

Sul cellulare ho il programma truecaller che scarica la blacklist dei numeri "noti" da internet e fa tutto in automatico. In 3 giorni mi ha segnalato una cosa come 37 chiamate bloccate.

Da venerdì si è aggiunto un nuovo numero a chiamarmi, che truecaller ha bloccato indicandolo come "fastweb". L'ho sbloccato e sono riuscito a parlarci oggi. Mi hanno chiesto se volevo diventare loro cliente, ma io già lo sono. Dopo mezz'ora sul telefono di casa chiama la vodafone "siamo in promozione".

A questo livello siamo arrivati, dopo che sono passati 3 mesi dalla stesura del contratto, e 50 giorni dalla disdetta per inadempienza.

Una bella denuncia ci starebbe tutta...


Il backup di windows si è evoluto

  Adesso è legato a microsoft 365, che permette di avere 1 tb di spazio su onedrive. La lista delle app salvate è quella scaricata dal windo...