Adesso è legato a microsoft 365, che permette di avere 1 tb di spazio su onedrive.
La lista delle app salvate è quella scaricata dal windows store.
Finché avrò un computer e internet potrò cambiare il mondo
Adesso è legato a microsoft 365, che permette di avere 1 tb di spazio su onedrive.
La lista delle app salvate è quella scaricata dal windows store.
Vi segnalo la ricomparsa del pannello di controllo in Windows 11.
In particolare accedendo al pannello di controllo è ancora possibile trovare il Windows Backup nato con windows 7.
La mia figura da esperto del software mi ha portato a pormi questa domanda molte volte, e la risposta è stata quasi sempre la stessa.
Il free software non ha politiche di mercato, può espandersi a 360 gradi e può portare perle di innovazione dalla notte al giorno.
Il closed source, al contrario, è nato per trarne profitto, per cui deve vendere, non può star dietro a pippe mentali assurde ma deve essere concreto e proficuo e deve venire incontro alla massa.
Di conseguenza la domanda diventa: è meglio il profitto o l'innovazione?
É questo il punto. Windows ha il region lock che debian può avere tradendo la propria natura, mentre debian ha dalla sua la ventata di freschezza di gnome che è personalizzabile sotto ogni aspetto e per rangiungere questi livelli a windows ne serviranno di anni.
La domanda, quindi diventa: dal momento che non si può scegliere perché sono due massimali e non due massimi, é meglio stare a cazzo duro o fare la faccia del fesso?
Con un costo relativamente alto, ma una tantum (300 euro) mi sono portato a casa una stampante HP Eco Tank.
Eco Tank significa a getto d'inchiostro, ma con le schede delle cartucce per monitorare lo stato della cartuccia integrate.
Cominciamo subito col dire che le taniche di inchiostro HP hanno una membrana, mentre quelle compatibili hanno la carta per evitare la fuoriuscita di inchiostro.
Per inesperienza ho tolto la carta ad uno dei flaconi e l'ho girato per inserirlo tutto l'inchiostro è fuoriuscito invece di entrare.
La pennetta inondata di inchiostro funziona ancora, questo significa che l'inchiostro non rompe i circuiti elettronici.
Ad ogni modo non aprite i flaconi girateli e fateli bucare dal bocchettone.
Detto questo, la stampante monta anche le cartucce per le situazioni di emergenza solo che, invece di stampare, invia l'inchiostro al circuito.
Con 50 stampe a colori, con sfondo ciano, tale colore non è sceso neanche del 25% e i flaconi compatibili costano 20 euro a set.
Trovandomi con l'ultimo ritrovato tecnologico del momento, l'alexa voicy, ho avuto modo di farmi una cultura sulle macchinette del caffé.
Premetto che le macchinette del caffé della bialetti non sono buone, però sono le prime ad essere uscite.
Addirittura la break non ha il sensore per indicare quanto caffé esce, bisogna spegnerla a mano.
Vi spiego il perché: prima del caffé la bialetti produceva tisane, e le tisane non si fanno nello sputo, ma si fanno con il bicchierozzo bello pieno; peccato che le tisane sono state dismesse.
L'ultima macchina attualmente uscita, stando alle mie informazioni, della bialetti è una macchina che riesce a fare il caffé solo con acqua calda, permette di scegliere tra capsule bialetti, cialde e caffé macinato, e per lungo tempo sono andato avanti con la nuova mokona.
Mi trovo costretto, ad ammettere, mio malgrado, che il caffé della voicy è un altro pianeta rispetto al caffé fatto solo con acqua, e non è indigesto come quello fatto con le altre macchine bialetti che hanno i paraoli movibili.
Detto questo, la voicy ha un bug che non consente alla macchinetta di essere corettamente registrata la prima volta che si esegue il login con alexa, sul server vocale.
Ho risolto reinizializzando la macchina due volte, ma si può dire solo "fammi un caffé" o "fammi un caffé molto caldo", ma non "fammi un caffé lungo".
Sarebbe bello, però, poter realizzare anche cioccolata e tisane oltre al caffé.
Per esempio, un bel té caldo in capsula che si mette e si fa senza sporcare il bricchetto, che adesso fa freddo, oppure il ciobar.
Un ritorno al passato, insomma, un ritorno alle tisane bialetti.
Sapete chi ci ha pensato? La nescafé nel 2007: ha prodotto il dolce gusto, che permette di scegliere il livello di acqua che può uscire, a seconda delle tacche, come se fosse un cellulare.
In questo modo è possibile fare caffé corto, caffé medio, caffé lungo, caffé americano.
E se fosse possibile avere anche le cialde di nesquick per la colazione dei bambini? Ci sono. Si fanno con acqua non col latte.
La nescafé ha venduto alla delonghi ed ora la delonghi permette anche di avere il livello di calore, si può fare il caffé freddo volendo, oppure la cioccolata fredda.
IL ritorno al passato c'è e costa 100 euro, è tempo di buttare le macchinette del caffé a cialde e passare alle capsule.
Per far la breve:
il nescafé dolcegusto è nato nel 2007, secondo le mie informazioni è stato venduto alla lavazza ed è diventata la prima macchinetta del caffé, la "lavazza dolcegusto".
In seguito la lavazza ha creato le proprie capsule, le "a modo mio", un po' come la xbox 360 e la xbox one (c'è anche il caffé dolce gusto - così si chiama - nelle capsule a modo mio).
Adesso c'è delonghi, che ha ripreso l'idea originale di dolce gusto della nescafé e vende di tutto, permettendo di scegliere quanta acqua deve uscire.
Nescafé, lavazza, de longhi, nespresso, è come dire nintendo, playstation o xbox, bisogna scegliere da "che parte stare".
Personalmente, mi sono permesso di non scegliere e di testare personalmente le varie capsule.
Ho visto che perdono acqua tutte quante le macchinette, per cui il porta capsule usate non va soltato svuotato, ma va anche pulito.
La mia dolce gusto non ha il cassetto delle capsule, ma ha il portacapsula che si sporca, e va pulito anch'esso.
Adesso è legato a microsoft 365, che permette di avere 1 tb di spazio su onedrive. La lista delle app salvate è quella scaricata dal windo...