martedì 22 ottobre 2019

L'importanza della compartimentazione


Sul computer siamo abituati ad avere di tutto e di più, specialmente se craccato.
Windows ci ha insegnato che basta avviare un programma per poter scaricare tutto, gratis e allegramente.
Il problema è che oggi come oggi internet è un brutto posto, e se il programma che si connette ad internet ha dei bug tutti possono farsi i fatti nostri, oppure basta una piccola disattenzione.

Su emule, tanto per dirne una, quante volte abbiamo deciso di condividere tutto il disco rigido per fare prima, incuranti del fatto che la cartella documenti, desktop, dati applicazioni, windows e tanta altra roba finisce online alla portata del download di tutti.





Cercando rubrica su emule compaiono questi risultati, scaricando questi files si ha accesso a numeri di telefono e nomi.




Su emule ci sono ancora cartelle di installazioni di windows condivise. Explorer.exe è esplora risorse.




Linux offre una soluzione al problema: il suo sistema di permessi molto robusti.
E' sufficiente, per dirne una, non avviare amule come administrator o come utente principale, ma creare un secondo utente ed avviare amule con quello. Non serve connettersi ogni volta con questo utente al sistema, è possibile avviare solo la parte che si occupa del download con questo utente (il demone, il servizio), e poi avviare l'interfaccia come utente normale e connettersi a questo demone.
Tra le altre cose, la versione di amule fornita con debian è buggata: se si fa una ricerca e poi si chiude la tabella di ricerca quando non ce ne sono altre, il programma crasha e addio download.
Installando amule-daemon e amule-utils-gui invece del classico amule e configurandolo opportunamente per non far partire il demone come root si risolvono parecchi problemi.

Il problema che rimane è che c'è bisogno di un po' di sbattimento per accedere ai file scaricati, ma per la sicurezza questo e altro.

Allo stesso modo, invece di usare transmission come client bittorent che viene installato di default su gnome, si può installare deluged, installare il programma grafico deluge ed usarlo per accedere al demone.

Il pacchetto debian di deluged è già configurato con l'utente a parte, bisogna solo abilitare il demone modificando un "no" in un "si" in due files di configurazione quando si chiede se si desidera abilitare il demone ed il gioco è fatto.

E per quanto riguarda i download web? JDownloader la fa da padrone, esiste anche la comoda interfaccia web myjdownloader che permette di accedere al programma anche da remoto, se magari si sta fuori o in vacanza si accede al portale myjdownloader dal cellulare e si opera come se si stesse davanti al pc.

Di recente ho scoperto che esiste anche la versione demone di jdownloader, chiamata jdownloader headless. Per farla funzionare occorre per forza un account gratuito myjdownloader.
Punto informatico ha pubblicato un comodissimo script per scaricare ed installare jdownloader headless su linux, il problema è che lo script avvia il demone come root, per cui bisogna creare l'utente a parte e modificare il file di configurazione del demone al fine di riuscire ad avviarlo coi permessi ridotti.

Tutto bello e tutto figo, ma se voglio scaricare e ho i demoni, come faccio ad utilizzarli?
Va detto che il demone viene avviato in automatico col sistema se non impostato diversamente, per cui si scarica anche se l'interfaccia è chiusa. Questo comporta un aumento di risorse del sistema, ma nei computer moderni questo non rappresenta un grosso problema. Ovviamente non si può scaricare tutto in una partizione ntfs su linux, perché alcune parti di ntfs sono coperte da brevetti e linux per risolvere il problema legge e scrive partizioni ntfs più lentamente. Un jdownloader headless su un athlon 64 che legge e scrive su partizioni ntfs comporta un rallentamento deciso del sistema.

Su debian per chiudere il demone di jdownloader basta digitare systemctl stop jdownloader2.service e per avviarlo systemctl start jdownloader2.service.





Debian è configurato per chiedere in automatico la password di root per abilitare o disabilitare un servizio.
A quel punto accedendo a myjdownloader sarà possibile vedere se il servizio jdownloader è attivo o meno.
In seconda analisi, iscrivendosi a myjdownloader ed installando l'app sul cellulare, ci sarà la notifica push ogni volta che jdownloader (headless o normale) dovrà risolvere un captcha con l'aiuto di un essere umano, e comparirà il captcha da risolvere. Così in pochi minuti si potrà continuare il download anche mentre si è fuori casa.

In seconda analisi, per deluge esiste una interfaccia android che si connette al demone deluge, ma solo nella rete locale, oppure è possibile abilitare l'interfaccia web e configurarla per accedere anche da remoto, se serve.

Personalmente ho configurato il mio pc coi demoni per i download, ed un mio amico quando ha visto che digitavo systemctl start deluged.service amule-daemon.service e poi avviavo le relative interfacce si meravigliato di quanto fosse difficile avviare emule e torrent su linux.

Ma così è più sicuro...


Il backup di windows si è evoluto

  Adesso è legato a microsoft 365, che permette di avere 1 tb di spazio su onedrive. La lista delle app salvate è quella scaricata dal windo...