Personalmente sono contrario allo streaming legale, lo ritengo solo uno specchietto per le allodole.
Quando ho firmato il contratto con telecom, mi è stato detto che incluso nel'abbonamento c'era il servizio TIM Vision, il costo era di 2 euro al mese e non era disattivabile in nessun modo.
In pratica si poteva pagare 33 euro invece di 35 una fibra, ma telecom non lo permette perché tu "puoi scaricare" ed invece devi dare i soldi a loro per il servizio.
In oltre mi è stato detto che dopo un anno telecom prende la tassa sulla velocità, se non vuoi trovarti a navigare con una ADSL su fibra devi dare mi pare 5 euro extra al mese.
Poi c'è Franceschini che vuole estendere l'equo compenso anche a cellulari e smartwatch, mi spiego: siccome tu ti compri il cd originale di cristiano malgioglio da feltrinelli, te lo copi e te lo metti sullo smartwatch per ascoltarlo con le cuffie bluetooth quando vai a correre, esegui quella che dovrebbe essere una violazione dei diritti d'autore che risulta troppo banale per essere punita, per cui tu non compri la musica da itunes per la seconda volta, ma ti rippi il cd e quindi è una entrata in meno per la major di malgioglio che quindi piange miseria e rovina, e per ovviare a questo GROSSO problema, ci sarà un aumento sul costo di smartwatch e cellulari, come già accaduto per i cd, i dvd e le penne usb, si chiama "equo compenso".
In pratica TIM ti mette tim vision, TIM ti mette la tassa sulla connessione, il governo aumenta il prezzo dei cellulari e se ti permetti anche solo di condividere "mi sono innamorato di tuo marito" col tuo migliore amico finisci dentro.
E quindi paghi 4 volte una singola cosa, a mio parere non è affatto giusto un simile comportamento.
Ad ogni modo, se tu hai il tuo cd di cristiano malgioglio in formato FLAC (e non il banale MP3 perché significa che l'hai scaricato), google ti offre uno spazio a disposizione sui loro server per ascoltarlo con google home e google nest in streaming (e se lo scarichi in formato MP3 e lo uppi su google, se ne sbattono il cazzo).
La cosa bella è che puoi ascoltarlo con google play musica anche sul cellulare, fino ad un massimo di 10 dispositivi autorizzati, e fino ad un massimo di 50.000 brani (non si parla di megabyte, ma di brani, non è google drive).
In pratica puoi farti il tuo spotify personale, la musica la scegli tu, meglio se di provenienza legale ovviamente, la uppi e la ascolti dove e quando vuoi usando il player goole play musica.
On. Franceschini: tassiamo google che risolve l'equo compenso a modo suo.
Personalmente, da quando ho scoperto questa possibilità, sul mio cellulare ho solo contenuti autoprodotti, quindi non vedo perché dovrei osannare Enzo Mazza e soci.